domenica 15 dicembre 2019

STEP #29 - I numeri della cosa

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In Giappone, tre chiavi tenute insieme in un portachiavi sono considerate un grande portafortuna. Esse simboleggiano la possibilità di aprire le porte che conducono all'amore, alla salute e alla ricchezza. (Fonte)

Foto tratta da Pelletteria Class
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I portachiavi possono avere la forma di tutte queste cifre, così da poter formare qualunque numero. Un esempio è rappresentato dalla serie di Alviero Martini.

Particolare della copertina de La smorfia napoletana
di Giuseppe Tartaglione, Napoli: Cuzzolin, 2011

La Smorfia è il libro dei sogni tradizionalmente legato a Napoli, usato per trarre dai vari sogni le interpretazioni e i corrispondenti numeri da giocare al lotto.
Anche il portachiavi è presente nel libro, attraverso particolari anche molto specifici:

Portachiavi 45
maldicenza di colleghi

Portachiavi d'argento 64
apparenze che ingannano

Portachiavi di metallo 83
fastidi e preoccupazioni

Comprare il portachiavi 20
noie per gelosia

Portachiavi ad anello 6
vincita al gioco

Regalare un portachiavi 16
difficoltà economiche

Trovare un portachiavi 17
gioie e soddisfazioni

Perdere il portachiavi 71
dispiaceri

Portachiavi di cuoio 17
grande gioia

Portachiavi d'oro 81
maldicenza di colleghi

Fonte: https://www.lasmorfianapoletana.com/

STEP #28 - Il protagonista della cosa

Foto di George Mangion tratta dalla pagina Facebook

George Mangion
è uno dei maggiori collezionisti di portachiavi al mondo. Colleziona portachiavi da 20 anni e ne possiede quasi 9000, da 110 Paesi. Il suo sogno è riuscire ad aprire un museo del portachiavi. Per raggiungere lo scopo, chiede donazioni di portachiavi attraverso la sua pagina Facebook. Un importante contributo è anche dovuto ai suoi famigliari, che ogni volta che viaggiano, comprano portachiavi da portare a George, a Malta.

domenica 8 dicembre 2019

STEP #27 - Il museo della cosa

Come potrebbe essere organizzato un "Museo del Portachiavi"? Qui di seguito è descritto come l'ho immaginato.
C'è una prima sala introduttiva, con pannelli che spiegano brevemente la tassonomia e l'anatomia della cosa e fanno vedere i primi brevetti registrati che la riguardano.
In seguito si entra in una grande sala, magari circolare, dalla quale accedere a dei percorsi a tema, dove i portachiavi esposti sono ordinati in ordine cronologico:
- il "Portachiavi come Portafortuna", partirebbe dai "portachiavi" dell'Antico Egitto (come quello del 1700 a.C. conservato al Metropolitan di New York), per passare dalle zampe di coniglio celtiche del 600 a.C., fino ai portachiavi trasportati dai soldati nelle due guerre mondiali;

Amuleto del 1700 a.C., proveniente dalla regione di Menfi
Fonte: metmuseum.org

Portachiavi portafortuna della Prima guerra mondiale
Fonte: iwm.com

Portachiavi portafortuna della Seconda guerra mondiale
Fonte: slate.com

- il "Portachiavi nel Turismo", comincerebbe invece dal 1893 con il portachiavi dell'Esposizione Universale di Chicago, passando dagli anni '20, quando i portachiavi divennero popolari souvenir, per concludere ai nostri giorni, con i portachiavi che sono uno degli oggetti più comunemente venduti ai turisti;

Portachiavi del World's Fair di Chicago del 1893,
considerato uno dei primi portachiavi-souvenir
Fonte: amazon.com

-il "Portachiavi nei Marchi", partirebbe dai portachiavi che le case automobilistiche negli anni '50 regalavano a chi acquistava le loro auto, per promozione, passando dai portachiavi degli anni '80, quando molte aziende facevano portachiavi in plastica al cui interno inserivano fogli di carta con il nome del proprio brand, fino ai portachiavi in gomma degli anni '90 e a quelli moderni.

Fra i primi nel settore a regalare portachiavi promozionali ci fu la Ford
Fonte: ebay.com

Nella sala circolare ci sono sia l'entrata che l'uscita ai tre percorsi.
Infine, per raggiungere l'uscita (e ovviamente il negozio di souvenir), si passa da un'altra sala che racconta gli sviluppi nell'era digitale del portachiavi, con cornici elettroniche o sensori bluetooth.
In questo modo, il visitatore può scoprire come l'evoluzione del portachiavi sia stata influenzata dalla storia e dai diversi scopi della cosa e, dopo la visita, si spera che guarderà con occhi diversi ciò che porta ogni giorno in tasca.

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Fonte da cui è stata tratta la storia dei portachiavi: "What is the history of keychains" di Alyssa Mertes

mercoledì 4 dicembre 2019

STEP #26 - La cosa sui francobolli

In un francobollo emesso il 20 ottobre 1960, a Gibilterra, vicino la regina Elisabetta II e i delfini, simbolo della località, troviamo delle chiavi raccolte da un anello portachiavi.

GIBRALTAR -1960- SG 163a - The Keys
Foto tratta da stamps-for-sale.

In un altro francobollo, questa volta emesso in Ungheria il 27 settembre 1985 in occasione della Giornata mondiale del turismo è disegnata una chiave, con testa a forma di globo, alla quale è attaccato, attraverso una catenina, un portachiavi a forma di cuore con i colori della bandiera ungherese.

HUNGARY -1985- Scott #2946 - World Tourism Day
Foto tratta da eBay

STEP #25 - La cosa a casa

Il portachiavi è un oggetto semplice da trovare in una casa. La sua presenza, però, può essere dovuta a diversi motivi.
Esso, infatti, non solo è dotato di una sua funzionalità, che lo rende utile a distinguere e raccogliere le diverse chiavi, siano esse di casa, dell'automobile o di lavoro, ma ha anche un valore estetico e spesso affettivo. Il portachiavi è uno dei souvenir più diffusi e diventa, dunque, un oggetto di collezione e una cosa usata per ricordare momenti speciali.


In particolare, in casa mia, si possono trovare diversi portachiavi appesi di fianco alla porta. Essi servono per distinguere le chiavi e per raggrupparne altre.


I portachiavi fanno anche parte di una piccola collezione personale che raccoglie souvenir di viaggi ed eventi. Oltre al portachiavi della regata Brindisi-Corfù, si possono notare portachiavi di Londra, Barcellona, Valencia e altri luoghi.


Le due funzioni possono anche unirsi: questo in foto è il portachiavi che uso ogni giorno per raggruppare le chiavi di casa ed è allo stesso tempo un ricordo del viaggio in Svizzera.